Le Neuroimaging, nella ricerca clinica N-I, rappresentano attualmente i principali strumenti di ricerca delle Neuroscienze. Attraverso tecniche e strumentazioni adeguate è possibile riprodurre graficamente l’attività cerebrale potendo individuare un’anatomia di tipo funzionale, oltre che topografica.
Sono una fonte di informazione fino a poco tempo fa impensabile che permette di fare osservazioni accurate e acquisire informazioni preziose sull’attività del cervello e del sistema nervoso potendo determinare se specifiche anomalie del SNC possono essere correlate all’insorgenza di particolari malattie. Consentono di sviluppare o affinare metodi diagnostici e trattamenti efficaci per le malattie neurologiche aprendo la strada a studi sulla prevenzione di malattie importanti come l’Alzheimer o la schizofrenia.

Le neuro immagini sono ritenute in grado di fornire un metodo valido ed attendibile per esplorare la base genetica delle differenze dei comportamenti complessi e della vulnerabilità individuale alle malattie sia neurologiche, che psichiatriche per questo ad esse afferiscono non solo le Neuroscienze ma anche discipline come la Medicina e la Psicologia.
Da un punto di vista psicologico alcuni studi porterebbero a pensare che la psicoterapia è in grado di modificare la struttura neuronale creando percorsi più funzionali. Molti sono gli studi nei quali la risonanza magnetica funzionale ha permesso di osservare dei cambiamenti nell’attività cerebrale di soggetti prima e dopo un trattamento. Ad esempio questo cambiamento è stato registrato in un soggetto aracnofobico dopo una psicoterapia che aveva risolto il problema legato al terrore dei ragni. Gli studi sembrerebbero dimostrare che la terapia della psiche è in grado di far cambiare forma e anche attività al cervello.

Occorre fare attenzione a non equiparare o a sovrapporre però la psicoterapia a un farmaco. In primis perché un cambiamento ottenuto con un farmaco, anche se l’area cerebrale interessata è analoga non può essere paragonabile a un cambiamento ottenuto attraverso un percorso di apprendimento come la psicoterapia. Inoltre occorre approfondire questi studi per non rischiare di attribuire ai risultati delle immagini un’interpretazione trascurando i processi del percorso di cambiamento.
Nonostante queste riflessioni è certo che medicina e psicologia sono molto più vicine oggi di alcuni decenni fa.